L’appartamento è una trasformazione a civile di un fienile rurale di “chalet hameau”; proprio per questa peculiarità le richieste della committenza erano quelle di mantenere l’atmosfera della “pièce”. La scelta, dopo costruttivi dialoghi con la proprietà, è stata quella di privilegiare l’approccio concettuale-ideologico più che lessicale-stilistico. Ciò che aveva colpito la proprietà era lo stile rustico chic che traspariva sia dalla distribuzione spaziale sia dallo specifico uso del legno, entrambi tipici di questa tipologia architettonica e che, in loro, suscitava un idea di calore, intimità e di ricercatezza. L’approccio è stato quello di restituire un interior che richiamasse la connotazione visiva rustica degli chalet, ma all’interno di una composizione concettuale e stilistica di respiro internazionale caratterizzata da materiali e forme ricercate dalle rifiniture sartoriali ed artigianali. Le boiseries riprendono le finiture a piallatura tipiche della lavorazione autoctona, ma realizzate a sgorbia per ottenere effetti materici esteticamente più intensi. Gli imbottiti in cachemire ed in scamosciato servono a dare ricercatezza e confort agli arredi dalle forme rustiche e semplici. La composizione degli elementi riprende la distribuzione senza rapporti formali e funzionali degli ambienti montani tradizionali dove i diversi elementi d’arredo vengono usati per molteplici funzioni. Il dialogo reciproco tra materiali di estrazione culturale-stilistica diversa (legno, metallo, mosaico in vetro a foglia d’oro, pellami e tessuti) ricrea in chiave moderna e personale, secondo i desideri della committenza, l’atmosfera originaria della “piece”. Il fulcro dell’interior è ottenuto dalla relazione oppositiva di due registri, uno materico e neutrale con forti richiami alla connotazione rurale e tradizionale (composto dagli arredi e dalle finiture superficiali) e uno scenico di contrappunto (dei corpi luminosi) connotato da forme scultoree e da un forte design contemporaneo.